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domenica 3 luglio 2011

Avete voluto l'orso?

Dopo mesi di silenzio torno a scribacchiare sul mio blog in merito a un fatto avvenuto nella mia spasmodica provincia, il Trentino ("spasmodica" nel senso che ogni tanto mi crea degli spasmi improvvisi e non piacevoli).

Il fatto di oggi: festa estiva della Lega Nord Trentino in Valle di Primiero, a Imer, con pasti a base di carne d'orso. Il simpatico segretario della Lega trentina, Maurizio Fugatti, propone la festa come "un’occasione per stare insieme all’aperto e rivivere antiche tradizioni gustando prelibati piatti tipici trentini". Strano, sono trentina dop e non ho mai mangiato carne d'orso, chissà come mai. Mah.

La notizia si commenta da sola.

L'orso, animale protetto e reintegrato in Trentino da qualche anno, non è mai stato molto simpatico ai socievoli malgheri che lo vedono come un enorme pericolo per l'incolumità di animali domestici, bambini e quant'altro. Insomma animale prima molto voluto e poi molto odiato.
Ma non ci si poteva pensare prima ai problemi che questo mansueto plantigrado avrebbe creato reintegrandolo sulle nostre montagne? A quanto pare no. Ma ora ci pensa la Lega a fare la voce grossa.

L'episodio rientra in pieno nelle linee guida del Senatur: l'orso è considerato un immigrato, importato dalla Slovenia, che ha invaso il nostro territorio e come tale deve essere abbattuto (e perchè no, anche mangiato).

Sono rimasta ancora più allibita dopo aver visto per caso, pochi minuti fa, un servizio ricco di interviste a Studio Aperto in cui appariva anche una mia simpatica paesana che si chiedeva perchè non avrebbe dovuto mangiare carne d'orso come avrebbe normalmente mangiato carne di pollo, vitello o manzo.
La prossima festa della Lega sarà a base di carne di lince?

Conclusione: la carne infine non è stata consumata a causa dell'arrivo dei Nas e della Guardia Forestale che l'hanno prontamente sequestrata perchè importata senza autorizzazioni dalla Slovenia. Peccato. Orso batte Lega 1 a 0.

La notizia --> http://www.repubblica.it/politica/2011/07/01/news/pdl_e_lega_si_spaccano_sull_orso_no_al_banchetto_di_carne_-18518977/index.html?ref=search

Il video in contrasto --> http://trentinocorrierealpi.gelocal.it/multimedia/2011/05/17/video/a-tu-per-tu-con-l-orso-nei-boschi-del-trentino-29637071/1

lunedì 11 gennaio 2010

Il popolo migratore

Un furgone in lontananza si avvicina; un gruppo di persone sono in attesa che arrivi; un uomo scende e fa salire alcuni di questi uomini; si dirigono verso la campagna dove li aspetta il lavoro… un sole di agosto arde come non mai; una goccia di sudore cade sulla nuda terra; delle mani scure, sporche e stanche raccolgono un frutto; un respiro affannoso dovuto alla polvere, alla terra e al caldo opprimente… ed ecco un uomo che si leva in piedi per portare la sua cassa piena di pomodori sul furgone poco distante e poi torna al lavoro.
Centinaia, migliaia di uomini corrispondono alla descrizione. Uomini che ogni anno ci donano quello che raccolgono dalla terra dei loro padroni schiavisti, per avere come ricompensa una manciata di monete per comprare del pane, oppure nemmeno quello.
Uomini con gli occhi lucidi che arrivano su barconi della speranza in un viaggio di fortuna… ma si ritrovano nella miseria nel paese dell’indifferenza e dell’ottusità.
Uomini schiavizzati e sottopagati costretti a vivere in baracche o in fabbriche in disuso; senza permesso di stare in quel paese, senza diritti.. solo doveri.
Sono loro, il popolo nero che abita le nostre campagne, che lavora tutto il giorno per raggranellare qualcosa e mettere i soldi da parte per il viaggio di ritorno. Un popolo che si vergogna; che si vergogna di dire ai propri cari lasciati nel paese di origine le sue condizioni di vita e di lavoro; che si vergogna di essere in Italia mentre un figlio lo sta aspettando in Africa per giocare a pallone; che si vergogna per l’Italia, per il paese tanto sognato.. ma ora tanto odiato.
Uomini.. uomini come noi. Ma a differenza noi siamo ottusi e razzisti, anche con chi ci produce il cibo che ogni giorno mangiamo con ingordigia e noncuranza in compagnia di familiari, senza pensare alle mani che l’hanno raccolto, senza pensare alla famiglia che a quelle mani è stata sottratta per povertà e guerra alla ricerca di qualcosa di migliore.
Un popolo invisibile che giorno dopo giorno rende più ricco un paese troppo povero di valori giusti e contemporanei per rendersi conto che da solo non può andare avanti.
Grazie popolo migratore per tutto quello che fai ogni giorno per noi poveri italiani troppo occupati a proteggere la nostra poltrona, i nostri soldi, i nostri affari e i nostri primitivi ideali per renderci conto che il mondo va avanti e senza di voi non saremo qui oggi.

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